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comeiovedoilmondo.jpg Come io vedo il mondo. La teoria della relatività

Autore: Albert Einstein
Pagine: 224
Anno: 1988
Editore: Newton & Compton
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Il libro si presenta suddiviso in tre parti. La prima parte è dedicata alla Biografia del fisico tedesco. Nato ad Ulm (Germania) nel 1879, in seguito a dissesti economici della sua famiglia, si trasferì dapprima in Italia e, in seguito, in Svizzera, dove frequentò il Politecnico di Zurigo.

Tra il 1902 ed il 1909, quando lavorava come impiegato presso l’ufficio Brevetti di Berna, raggiunse il culmine della sua produzione scientifica. Grazie alla scoperta della teoria della relatività speciale, nel 1912 fu nominato professore ordinario al Politecnico di Zurigo. Nel 1914 fu chiamato a dirigere il Kaiser-Weilhelm-Institut per la fisica. Nel 1933 le persecuzioni politiche e razziali del nazismo indussero Einstein a lasciare l'Europa. Emigrò negli Stati Uniti d'America ed entrò a far parte dell'Institute for Advanced Studes di Princeton, dove morì nel 1955.
La seconda parte del libro è dedicata a riflessioni di carattere tra il filosofico e il fisico. Einstein, in poche decine di pagine ci propone la sua personale visione del mondo, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande. Analizza la società degli uomini e la personalità che caratterizza ogni essere. Riflette sulla libertà spirituale degli individui e sull’unità sociale, sfiorando la politica e la musica. Con palese riferimento alla Germania nazista, nel paragrafo dedicato al “Decadimento della dignità umana”, afferma come, nel giro poco tempo, i mass media (giornali, cinema e radio all’epoca) possano portare immense folle in uno stato di eccitazione che può condurle addirittura al suicidio. Riflettendo su quella situazione si dichiara ottimista per il futuro. Nei paragrafi “Il sistema economico ostacola la libera evoluzione” e “Il valore sociale della ricchezza”, non manca di criticare come il denaro possa essere dannoso nei cofronti della libera evoluzione delle scienza e dell’uomo. Ed è un tema tutt’oggi assai attuale.
Le riflessioni del fisico tedesco toccano anche temi come i limiti della libertà degli uomini, la felicità, la guerra e, in maniera ampia, il rapporto tra religione e scienza. La trattazione di questo argomento, sui quali filosofi e religiosi hanno scritto fiumi di parole nella storia, parte dalla domanda che ogni uomo si è posto, almeno una volta, nella sua vita: “Qual è il senso della nostra esistenza, qual è il significato dell’esistenza di tutti gli esseri viventi in generale?”. Einstein risponde a questa domanda interpretando il senso della vita con la sua chiave di lettura da uomo di scienza, che non manca di credere in un Ente superiore: la religiosità cosmica. Si tratta di una concezione del rapporto tra scienza e religione molto diversa da quella abituale. Essa è il filo che collega la scienza alla religione e che tiene uniti i pensieri di Democrito, Francesco d’Assisi e Spinoza. La religione cosmica deve condurre gli uomi ad un’elevazione, a liberarsi dall’io e fare quasi da garante della pace nel mondo.
Dopo queste dissertazioni sul rapporto tra religione, scienza e filosofia, la trattazione di Einstein si addentra progressivamente nel campo nella scienza, senza però perdere di vista le altre discipline umanistiche. Lo scienziato illustra il concetto di verità scientifica e quelli che devono essere i fondamenti della ricerca in ogni disciplina che faccia uso del metodo scientifico come strumento di indagine.Viene spiegato come sia cambiata la concezione di realtà fisica dopo l’introduzione del concetto di quanto: la nuova teoria, al contrario di quella di Newton, non pretende di rappresentare la realtà fisica in sè, ma soltanto le probabilità di intervento della realtà fisica considerata.
L’ultimo passo verso l’esposizione dettagliata - nella parte finale del libro - della teoria della relatività, è una spiegazione di concetti quali lo spazio, il campo e l’etere, con accenni alla teoria dell’elettromagnetismo di Maxwell.
Sebbene la terza parte, dedicata all’esposizione delle teoria della relatività generale, sia ricca di calcoli molto complessi, e destinata agli “addetti ai lavori”, la prima ha un target molto più vasto e fa di questo libro, un must per gli tutti gli stimatori del più grande genio di ogni tempo.

Recensione di Alessandro Palmisano
il 1-9-2003

Utente: Max
Data: 3-settembre-2006 17:34
Consultazioni: 88865
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