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bigbanglerner.jpg Il Big Bang non c'è mai stato

Autore: Eric J. Lerner
Pagine: 496 con 84 ill. bianco e nero
Anno: 1994
Editore: Dedalo
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Lerner è un fisico del plasma discepolo di Alfven. Ha scritto questo libro per mettere in discussione non solo la teoria dominante del big bang, ma anche il modo di fare scienza e divulgazione scientifica. La scienza ha perso il proprio metodo, quello dei suoi più grandi fondatori, ed è diventata un mito, una fede.

Le teorie non nascono induttivamente dall’osservazione empirica, ma deduttivamente; a puntellarne i punti deboli si conducono ricerche su ipotetiche particelle o entità fisiche di cui bisogna dimostrare l’esistenza ad ogni costo, spesso con spreco di enormi finanziamenti.
La crisi del metodo scientifico è eclatante nella teoria del big bang, che è diventata una fede da difendere piuttosto che da verificare.
Osservazioni cruciali degli anni '80 hanno contraddetto assunzioni e predizioni del big bang.
L'universo non è omogeneo, come invece suppone il bb (Big Bang), non è governato dalle sole leggi gravitazionali, ma anche da quelle elettromagnetiche; la formazione di galassie e di ammassi galattici richiede almeno 40-60 miliardi di anni, molto più dei 15-20 miliardi di anni previsti dal bb; la materia oscura non è stata osservata da nessuna parte, è un'invenzione per sorreggere la teoria del bb; il 99% della materia dell'universo è formato da plasma (gas caldi, elettricamente conduttori) e non è più necessario ricorrere a un'esplosione originaria per spiegare i fenomeni galattici; l'uniformità del fondo a microonde è stata addotta come prova cruciale del bb, ma non spiega la sostanziale disomogeneità dell'universo attuale. La teoria del bb è sorretta per lo più da arbitrarie entità ipotetiche, come le corde cosmiche, la materia oscura, assioni, neutrini pesanti, materia oscura fredda, materia oscura calda... completamente sprovvisti di ogni reale fondamento; ogni mese escono dozzine di nuovi studi sul bb, ma a stento una manciata ne discute la validità di fondo. Per spiegare l'espansione di Hubble non è indispensabile la teoria del big bang, altre teorie cosmologiche possono spiegare il red shift; oltre a motivi teorici, anche diversi motivi ideologici sorreggono la teoria del big bang: salvaguardare i dogmi della creazione, dell’inizio e della fine del mondo, della finitezza dell’universo. Inoltre, dopo alcuni capitoli sulla storia della cosmologia, della scienza moderna e dell’evoluzione delle teorie del big bang nel ‘900, Lerner presume di conoscere il meccanismo socioeconomico che determina le teorie scientifiche: a periodi di crisi corrispondono teorie dogmatiche e a periodi di sviluppo corrispondono teorie razionali.

Come alternativa al big bang Lerner espone la teoria del plasma, che, senza ricorrere a un’esplosione originaria, senza inventarsi buchi neri e nuove particelle subatomiche, non solo spiega il red shift, ma spiega anche la formazione di galassie e di ammassi galattici in universo illimitato, governato da forze gravitazionali ed ettromagnetiche.

A sostegno della teoria del plasma vengono analizzate le ricerche di Alfven, Prigogine, Peratt e altri ricercatori. Viene criticata la teoria quantistica: essa è frutto delle crisi postbelliche e di atteggiamenti scettici nei confronti della conoscenza umana.
E invece, conclude Lerner, il progresso scientifico è illimitato, l’evoluzione, secondo le teorie di Teilhard de Chardin, precursore di Prigogine, porterà l’umanità a conoscere tutto il conoscibile e a sviluppare tecnologie tali da espandersi nell’universo.

Recensione di Pasquale Cacchio
il 10-11-2000

Utente: Max
Data: 3-settembre-2006 17:23
Consultazioni: 20063
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