L'autore si interroga sulla possibile coniugazione di termodinamica e gravità, della spinta di Archimede e dell'attrazione di Newton, del Tempo dei Processi e del Tempo Matematico; Pefko, il marziano suo interlocutore, insinua dubbi su qualche modo terrestre di fare scienza.
La scienza talora non sa usare il rasoio di
Ockham: quanto più è complicato l'apparato di concetti usati, tanto più
è ritenuta profonda; quanto più ramificata in miriadi di discipline,
tanto più rigorosa; quanto più semplice la possibile l'interpretazione
dei fenomeni, tanto più complicate le spiegazioni; quanto più
elementare il linguaggio possa essere possibile, tanto più lo si rende
pomposo; quanto più semplici gli esperimenti necessari,
tanto più i finanziamenti pretesi per effettuarli; quanto più limitato
il campo di applicabilità dei modelli scientifici, tanto più se ne
estende la validità. E in più non si tiene conto della differerenza tra
la durata delle verifiche sperimentali e quella enormemente più lunga
dei tempi geologici. Nell'ultimo capitolo, colpo finale, si mette in
dubbio la possibilità di tornare indietro nel tempo sulla base delle
proprietà dello spazio tempo della relatività ristretta. E, più in
generale, una messa in guardia: "Se si considera un parametro fisico
che rappresenta la realtà in una forma approssimativa e non si tiene
conto della situazione naturale alla quale esso deve intendersi
riferito, si può correre il rischio di ritenere verosimile,
l'impossibile" (pag. 178).
Guzzetta non fa critica gratuita. Confrontando il modo di osservare di
Pefko con quello dei terrestri, analizza alcuni aspetti della gravità,
della termodinamica e del tempo; si fida di Aristotele (che
spudoratezza!), non si fida della classica definizione di pressione;
cerca dei nessi tra termodinamica e gravità. Non mi ritengo in grado di
valutare la bontà delle sue proposte. Ma mi sono sembrati meno
convincenti tanti altri libri di fisica. Per lo meno apprezzo il fatto
che in questo libro Guzzetta si interroghi su qualche re nudo della
scienza d'oggi.
Recensione di Pasquale Cacchio il 5-4-2002
Utente:
Max
Data: 3-settembre-2006 17:29 Consultazioni: 88492 Voto: 7
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