|
|
I neuroni rinascono: creatività e vecchiaia nell'era della conoscenza condivisa
|
Utente:
Max
Data: 4-settembre-2006 13:33
Consultazioni: 77215
Voto: -38
Vota [ 
| 
]
Viviamo in una epoca
il cui dato caratteristico consiste nella necessità di attuare profondi
cambiamenti dei fondamenti del riduzionismo della scienza. Infatti il
ritmo del cambiamento concettuale e' al giorno d' oggi elevato e cio'
ci costringe a ricercare una plasticita' cerebrale creativa, capace di
favorire le nostre disponibilita' nel rivedere a fondo tutte le nostre
concezioni di base, attuando sistemi di sviluppo cognitivo fondati
sulla condivisione di conoscenza. Il Progetto di Educazione
Continua dei Medici (ECM), proposto dal Laboratorio di Ricerca
Educativa della Università di Firenze , sede della Associazione
Telematica Internazionale EGO-CreaNET, sul tema: " BRAIN HEALTH CARE ON
LINE " ( 1)
di cui il convegno di studio sul tema "B2B HEALTH CARE: BRAIN TO BODY
AND BODY TO BRAIN" (svolto a Milano il 2 Giugno 2001 presso l' Ospedale
Gaetano Pini) é stato impostato su la necessità di attuare una
educazione permanente, in rete internet, sulle tematiche riguardanti la
salute mentale. Il tema dell'invecchiamento cerebrale di cui trattiamo,
é uno degli argomenti più attuali, per ragioni sociali e sanitarie, che
necessita di riflessione culturale e di aggiornamento e divulgazione
scientifica. Infatti proprio a riguardo del cervello sappiamo che, fino
a pochi anni fa (1992), uno dei dogmi delle neuroscenze consisteva nel
credere che i neuroni non morissero, e non fossero capaci di
rigenerarsi come tutte le altre cellule. Invece oggi sappiamo che la
neurogenesi e' possibile; infatti tramite "cellule staminali", ossia
cellule progenitrici, di tutti gli altri tipi di cellule, ivi compresi
i neuroni cerebrali, si determina la possibilita che neuroni
danneggiati vengano rimpiazzati da nuovi neuroni. Il cervello ha
pertanto la potenzialità intrinseca di rinnovarsi, anche se la
rigenerazione non si attua con la velocità più propria delle cellule di
altri organi, quali il fegato, la pelle, la parete dello stomaco,etc.
Quindi il risultato del rinnovo cerebrale non é immediato proprio in
quanto le cellule staminali presenti nel cervello e nel sangue sono
multipotenti e, pur potendo rigenerare vari tessuti, come esse fanno in
origine nello sviluppo embrionale, sono generalmente "quiescenti" nell'
adulto cioé poco attive per produrre rigenerazione dei tessuto
cerebrale danneggiato. ( 2)
Comunque lo studio delle modalità per stimolare il processo di
neurogenesi, cioé la nascita di nuovi neuroni da cellule staminali,
fino ad ottenere un recupero di funzionalità cerebrali perdute, é oggi
un campo aperto di studio e di ricerca dedito a capire come sia
possibile accellerare il rinnovamento dei neuroni e quindi sviluppare
terapie di sostituzione sia per le malattie degenerative che per le
lesioni al sistema nervoso centrale. Questo campo di indagine prima di
dieci anni fa era rimasto del tutto inesplorato a causa di un
arbitrario e limitativo "dogma biologico" che non permetteva neppure di
fare ipotesi in questo settore delle neuroscienze.
Certamente mancano ancora conoscenze ed esperimenti adatti a stimolare
e guidare la neurogenesi al fine di condurre a un recupero funzionale
di zone cerebrali deteriorate; ma se non sono ancora note le possibili
strategie di rigenerazione neuronale, sono invece attuabili modalità di
prevenzione dei danni cerebrali ed é quindi possibile attuare una
riflessione sulla "salute mentale" e sulla sua prevenzione, che conduce
ad affermare, come é scritto nel sottotitolo di questo convegno: "Per
invecchiare meglio, pensiamoci da giovani"; infatti come scrive Oscar
Wild "E' un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo
quando non ci servono più".
"Creatività ed invecchiamento nelle diverse epoche della vita"
Com'é noto il cervello si forma essenzialmente per mezzo di un processo denominato "Darwinismo Neuronale" (3)
che provoca la selezione dei percorsi neuronali più adatti, finalizzata
ad adattarre le proprie conoscenze e comportamenti entro schemi mentali
e cognizioni culturali e scientifiche adeguate a favorire il sistema
produttivo e sociale di una determinata epoca. A tal fine l'educazione
nell'ambito della società industriale, che stiamo oggi sorpassando, ha
assunto il profilo dell'istruzione nozionistica; inoltre più di recente
é stata attuata una strategia che ha assunto l'aspetto di un vero e
proprio indottrinamento al fine di una sostanziale conservazione del
sistema industriale utilizzando strumentalmente i moderni i mezzi di
informazione di massa. Infatti, a seguito della pressione informativa
della TV, é facile costatare come, in
particolare i giovani, siano condizionati da un messaggio
unidirezionale a tal punto da perdere gran parte delle loro capacità di
seguire un articolato profilo di discussione logico razionale che non
sia immediatamente carico di immagini di efficacia istantamea e
fortemente emotiva. Pertanto tale approccio della formazione
cerebrale prodotto delle società industriale va indubbiamente ad agire
sui processi di formazione dei circuiti neurali con modalità che
comunque tendono a ridurre la plasticità dei sistemi cerebrali della
comunicazione nervosa creando non pochi problemi di innaturale
resistenza cognitiva alla salute mentale della gente.
Questo stato di cose e' esattamente l' opposto della necessita' di
formazione e sviluppo cerebrale di una epoca di forte cambiamento
cognitivo, dove altresi risulta evidente la necessita di un impulso di
partecipazione creativa, necessario per attuare la nuova societa' della
"conoscenza condivisa" basata sull tecnologie di comunicazione
interattiva.
Dunque le precedenti considerazioni hanno stimolato un particolare
interesse del LRE/EGO-CreaNET, indirizzandolo verso una rinnovata
comprensone della relazioni "mente/ cervello", le quali corrispondano
all' esigenza di migliorare la plasticità neuronale e stimolare la
creativita' sociale dell'individuo; in particolare abbiamo recentemente
riflettuto su quanto attiene il processo dell'apprendimento, visto in
relazione alle basi molecolari della memoria, prendendo in attenta
considerazione in primo luogo i limiti cognitivi della percezione (4)
e le problematiche di angoscia collettiva, che ne derivano, creando,
purtroppo, riconoscibili problemi sociali alla salute mentale delle
persone piu' sensibili e culturalmente indifese. A nostro avviso la
carenza di rinnovamento cognitivo contribuisce a bloccare i processi di
ringiovanimento cerebrale, dando origine a fenomeni psichici di
frustrazione ed ansia, che sono in gran misura conseguenza della
obsoleta codificazione culturale del cervello. Si delinea infatti nella
prassi della formazione cerebrale, una forte dissociazione imperniata
sulla dicotomia esistente tra la necessita' evolutiva di addivenire a
nuovi criteri interpretativi della realta' e la esigenza culturale di
conservare valori antichi per sviluppare con essi nuove forme di
sviluppo.
E' pertanto necessario operare un cambiamento di mentalita' per
rispondere ai bisogni cognitivi storico sociali incipienti, primo tra
tutti quello insito nella sproporzione crescente nelle attivita sociali
e di lavoro tra vecchi e giovani, al fine di determinare una nuova
integrazione sociale che abbia corrispondenza con un rinnovato sviluppo
concettuale e metodologico della vita.
Abbiamo notato infatti, come in assonanza con le concezioni della
fisica classica, nelle quali la traiettoria del moto dipende
escusivamente dalle condizioni iniziali , cosi per analogia tra scienza
e cultura dominante, e' stata assunta una concettualita' in cui la
nascita viene significata come momento iniziale di un processo di
invecchiamento , mentre oggi diviene necessario ri-significarla come un
continuo processo di rinnovamento e trasformazione teso a portare a
maturazione e compimento la finalita' dei propri natali, durante tutto
l' arco della vita.
La Storia della scienza vista in termini di capacita di soluzione di
problemi, ci insegna che per evitare una perdita della capacita' di
utilizzazione delle conoscenze e' necessario capire che per ogni
problema esiste sempre una grande quantita di soluzioni logicamente
proponibili e cioe' che , come intui' il grande scienziato pisano
Galileo Galilei , la mente ha piu' dimensioni, per permettere al
pensiero di adeguarsi all' essenza del divenire delle cose, proprio in
quanto "prima sono state create le cose e poi attribuiti loro i nomi".
E' interessante come in popoli pimitivi avessero acquisito una cultura
del divenire; in particolare a riguardo del significato dell' esistenza
umana: ad esempio nella cultura degli indiani d' america della tribu'
degli Hopy, la vita non é concepita come un "continuum" proprio in
quanto nel processo di vitale trasformazione del divenire universale,
la morte é vista come un fenomeno progressivo, poiche' essa risiede
anche nelle pause del respiro nella fine del sogno al risvegnio di ogni
mattina. Pertanto ogni "piccola morte" è già presente saltuariamente
nella vita quotidiana, così che la "grande morte finale" rientra
perfettamente nel ciclo della vita naturale dell'universo. Forse
dovremo riesumare similari concezioni "digitali" dello spazio e del
tempo della vita, così com'é stata propria di varie primitive culture,
onde poter evitare la dissociazione tra una cultura lineare della
società basata sulla produzione di macchine e la natura ciclica ed
evolutiva del cambiamento, perseguendo in tal guisa rinnovati scenari
di guida cognitiva, capaci di attivare possibilita' normalmente inedite
di creatività permanente, mentalmente caratterizzati da differenti
modalita' di lettura del vivere, tali che permettano ancora di sfuggire
alla banalita' dell'esistenza. Tale obbiettivo e' raggiungibile
favorendo la trasfigurazione della realtà che nell'infanzia é operata
dalla fantasia ed in seguito nella maturità , assecondando un
attegiamento di coscientizzazione della progettualità dell'immaginario
umano, ed infine nella terza eta', sostenendo l'assunzione integrata di
ingegno e coscienza, tali che nell'insieme caratterizzino la saggezza,
insita nell'animo di chi si accinge ad un più completo distacco dalla
realtà dell' esperienza, come lo sono l' attimo prima del concepimento
e l' istante dopo la morte.
Vorrei ora concludere questa breve riflessione esprimendo un'ipotesi
ancora del tutto aperta ad indagine, che a complemento di quanto é
stato acquisito all'epoca di Galileo Galilei, a riguado tra le
relazioni tra pensiero e materia, esamina oggigiorno le relazioni tra
l'attegiamento mentale pervaso da concezioni e le convinzioni con cui
attuiamo il nostro pensiero innovativo in relazione ai possibili
sviluppi della plasticita' strutturale del sistema nervoso, quale
precursore congeniale allo sviluppo della creativita' umana. Infatti
come abbiamo sopra accennato solo da un decennio é stato compreso che
la neurogenesi, attuata da cellule staminali embrionali, le quali
sopravvivono come "ritardatarie" in piccola parte nel cervello
dell'adulto, va ad assumere una particolare rilevanza nel contesto
della plasticità cerebrale. Tali precursori della differenziazione
cellulare hanno la possibilità rigenerare i neuroni a seguito di
"stimoli catalitici" ancora in parte ignoti; comunque é stato
sperimentato in vitro, che modificando l' ambiente chimico, le cellule
staminali possono riattivare le loro latenti proprietà . Riflettendo
quindi in proposito del Darwinismo Neuronale, sopra citato, sappiamo
che le cellule staminali, cosiderate precursori della neurogenesi,
possono essere eliminate o rese "quiescenti" ad opera di altri neuroni
adulti, nei casi in cui la concentazione delle radici neuronali
(dendriti) dei neuroni adulti già differeziati sia assai elavata; in
tal caso vince l' adattamento del sistema sulla plasticità e di
conseguenza la creativita della espressione cerebrale complessivamente
decade. Dato che la bio-chimica cerebrale é un sistema capace di
auto-regolazione in base allo sviluppo dell' apprendimento di
conoscenza, la domanda su cui il LRE/EGO-CreaNET cerca di
contestualizzare una risposta plausibile e' la seguente: in che modo
sarà possibile trovare le condizioni di un costruttivismo cognitivo,
adeguato a realizzare una innovazione concettuale creativa che sia
capace di aprire una finestra di opportunità per influenzare e modulare
cognitivamente il rinnovamento e la plasticita' cerebrale e di
conseguenza una piu' pronta neurogenesi anche nel cervello degli adulti?
Certamente questa e' una domanda di non facile risposta nei riguardi
diversi possibili destini della evoluzione cerebrale dell' uomo. A
questo proposito amo in chiusura ricordare che mio nonno Antonio,
soffiatore di vetro in Murano, abituato a farsi scoppiare il cuore ed i
polmoni nella modllazione del vetro infuocato, saggiamente diceva: "La
vita ed i sogni sono pagine dello stesso libro; immagina il futuro come
se vivessi per sempre, e vivi nella realtà come se dovessi morire
all'istante". 
Commenti/Risposte
|
|