Registrati!

Science News, Libri, Multimedia, Computer, Spazio prof
Isaac directory, Community, forum, chat, newsletter, sondaggi, special events, cerca nel sito, gadget
Spazio profComputerLibriMultimediaScience NewsInfoMainHome pageI gadgetCerca nel sitoCollaboraSpecial EventsSondaggiLe NewsletterChatForumLa CommunitySito del meseIsaac directory
Condividi

occhio.jpg

Intelligenza visiva: percezione del colore
Utente: Max
Data: 4-settembre-2006 14:50
Consultazioni: 113787
Voto: 25    Vota [

+

|

-

]

Di Paolo Manzelli il 20-6-01 
 
La comprensione della percezione visiva della “luce” é stato uno dei tempi più discussi della storia delle conoscenze dell’uomo (1). Certamente oggi, in seguito all'espansione delle tecnologie della comunizazione multimediale nelle attività di apprendimento, il problema dell'interpretazione della visione diviene cruciale per lo sviluppo dell'intelligenza sociale e della creatività scientifica ed artistica. E’ pertanto decisivo chiarire quali concezioni erronee e limitative ancora sussistano nelle più comuni acquisizioni cognitive di cosa significhi vedere, facendo particolare attenzione alla percezione cerebrale del colore.

La prima considerazione da fare é che la percezione non identifica il mondo esterno, in quanto é una simulazione ricostruttiva, generata dal cervello, sotto il controllo di una determinante genetica, delle interazioni tra noi e l’ambiente materiale che ci circonda.
Pertanto vediamo il mondo non come in effetti veramente é ma mediante sensazioni cerebrali che interpretano la realtà generando immagini, suoni, odori e sapori, per decifrare un universo che di per se stesso non é colorato ed inoltre é silente, inodoro ed insipido, in cui la densità della materia, relativa alla nostro tatto, produce una misura del rischio della interazione corporea con l’ambiente. E’ quindi decisamente importantnte acquisire coscienza che vediamo il mondo così come lo percepiamo, perché siamo uomini; ciò non vuol dire che la nostra elaborazione cerebrale delle percezioni sensoriali sia illusoria ma che ciò che percepiamo é frutto di una trasfigurazione della realtà, attuata dal cervello in modo tale da essere utile alla nostra sopravvivenza ed alle nostre possibilità di indagine cognitiva e a regalarci emozioni preziose per sviluppare la nostra creatività: pertanto é solo una più profonda riflessione creativa, su quanto percepiamo, che ci permetette un più ampia conoscenza del reale.

L’occhio permette una efficace codificazione di segnali provenienti dall’ambiente, che danno una misura della variazioni dello spazio-tempo degli eventi, che la radiazione luminosa induce come informazione sulla retina. Un paragone tra la percezione visiva dell’uomo e quella degli animali, (2), ci rende immediatamente conto delle differenze percettive che si sono sviluppate nella evoluzione delle specie viventi e ci fa riflettere anche sul fatto che apprezzabili differenze percettive si verificano anche tra gli uomini, poiché la significazione cerebrale, in ultima analisi viene a dipendere dalla genetica umana, che é personalizzata per ciascuno di noi.
In particolare nella specie umana, maggiormente che negli animali, (3) l’apprendimento produce decisive modificazioni cerebrali; tale considerazione ci fa intuire quanto sia importante ravvisare il fatto che siamo capaci di significare e quindi attuare il riconoscimento delle nostre percezioni, proprio in relazione a quanto abbiamo appreso. Ciò significa che esiste un nesso importante tra la conoscenza del fenomeno percettivo e lo sviluppo dell'intelligenza.

La visione del colore

La visione del colore rappresenta un fenomeno complesso per il quale intervengono tre principali fattori: A) la radiazione luminosa, B) la composizione chimica e la struttura della materia, e C) le relazioni occhio/cervello.

 

spettro della luce   A) - La radiazione luminosa (4)

 
Una variazione periodica di un campo “elettro-magnetico” origina la propagazione di una successione continua di impulsi elettromagnetici di varia frequenza rappresentabili come onde dette lunghe o corte a seconda della differente ampiezza. Le onde elettromagnetiche, la cui frequenza é inclusa nell’ intervallo tra 400 e 700 nanometri (miliardesimi di metro), rappresentano un particolare intervallo di frequenze che possono essere rivelate dall'occhio poiché esse sviluppano nella retina una reazione fotochimica che induce la senzazione dei colori nel nostro cervello. Un fascio di radiazione, che copra tutto l’intervallo luminoso, lo percepiamo come luce bianca; se il fascio di luce attraversa un prisma di vetro o passa attraverso le goccie cadenti della pioggia, si verifica una scomposizione del fascio di “luce bianca” e così osserviamo l’arcobaleno dei colori; tale fenomeno si chiama “diffrazione della luce”; i colori percepiti dalle singole frequenze diffratte, possono essere ricombinati e riottenere per “sintesi addittiva”, la percezione della luce bianca. La percezione dei colori può essere inoltre stimolata anche da un fenomeno detto “interferenza” (5) delle radiazioni luminose; ad esempio le farfalle hanno ali coloratissime, ma spesso sulla base di un solo pigmento che per interferenza della luce assume, nell’immagine che realizziamo del nostro cervello, le più svariate colorazioni. 

 

cerchi del coloreB) - La composizione chimica e la struttura della materia 

 
Il colore dipende non solo dalle associazioni di frequenza delle radiazioni visibili ma anche dalle interazioni di “assorbimento e riflessione” e “rifrazione” che si attuano nella propagazione dell'energia delle onde per la struttura e per la diversa composizione chimica della materia (6). Tali interazioni danno spiegazione a molteplici fenomeni visivi generati dalle relazioni tra "assorbimento e riflessione" che fanno apparire colorate le sostanze (7); infatti le colorazioni che percepiamo come se appartenessero agli oggetti, possono essere interpretate in termini di “sintesi sottrattiva dei colori” (8). Vengono altresì spiegati dalla scienza altri fenomeni luminosi in relazione alla struttura e composizione chimica della materia, quali la “fluorescenza”, la “chemi e bio-luminescenza” oppure la “opacità e trasparenza” delle sostanze, la cui percezione produce affascinanti componenti psichiche di non trascurabile rilevanza (9).

  
cervello C) - Relazioni occhio/cervello (10)
 
 
La percezione visiva dipende dalla capacità di formare e memorizzare immagini cerebrali tramite le informazioni ricevute dal bulbo oculare; quest’ultimo ha la funzione di interagire con le onde elettromagnetiche dello spettro visibile tramite le cellule nervose della retina (strutturate in “Coni”, per la visione notturna e “Bastoncelli” per distinguere le diverse lunghezze d'onda e stimolare la percezione dei colori). L’occhio infatti trasforma in impulsi bio-elettrici le informazioni ricevute dalle reazioni fotochimiche attivate dalla radiazione luminosa sulla retina, inviandole, tramite il nervo ottico, al cervello, nelle aree dove avviene l’elaborazione dei segnali attraverso una serie di rapidi processi successivi che coinvolgono l'integrazione di varie zone cerebrali, per generare la definizione della immagine visiva (11).

In queste poche pagine, senza nessuna pretesa di redigere un testo esaustivo, in vero anche per merito di una ampia navigazione in rete internet, abbiamo compreso che la percezione del colore é frutto di una sensazione cerebrale che ci procura informazione ed emotività nel decifrare ed anticipare le nostre probabili interazioni con il mondo esterno in cui avvengono continue attività di trasformazione tra energia e materia. Va infine sottolineato che il nostro sistema di percezione visiva, evolutosi in milioni di anni, non ha il compito di riprodurre fedelmente la realtà in quanto da un lato le immagini sono il risultato delle informazioni ottenute dai sensi, ma dall’ altro, l'interpretazione delle forme e del colore é frutto della capacità di costruzione di visioni e sensazioni che é propria del funzionamento del nostro cervello. Tra le due facce della stessa medaglia, composta da soggetto percipiente / oggetto percepito, si attuano varie forme di “illusione ottica”,(12) che a volte rendono incerta sia l‘interpretazione mentale della terza dimensione del mondo materiale esterno, che la rappresentazione della dinamica del moto.
Il cervello in tali casi non riesce a risolvere l’ambiguità nella ricostruzione cerebrale dei dati percettivi e ciò probabilmente é diretta conseguenza della "indeterminazione" che é alla base degli eventi naturali, necessaria ed ovunque presente proprio in quanto essa rende possibile all’eco-sistema biologico la capacità creativa di evolversi.
Concludo questa breve sintesi con una riflessione sulle relazioni tra cervello ed intelligenza: sapendo che il cervello sviluppa i propri processi mentali con l’apprendimento di conoscenze ed intuizioni sempre più avanzate e comprendendo l’importanza contemporanea di migliorare le nostre conoscenze della visione, proprio in quanto quest’ultima ci permette di cogliere ed interpretare rapidamente la maggiorparte della realtà naturale ed artificiale circostante, si può concludere che, “ se vedere é di per se stesso sapere, conoscere cosa significhi vedere é certamente un modo per accuire coscientemente la nostra intelligenza”.
 
web links
 

Commenti/Risposte

© 2000-2012 La mela di Newton

Pirelli International Award
Global Junior Challenge
Childnet Academy
Vincitore di un premio internazionale Pirelli 2001 e giurato internazionale dall'edizione 2003 ...
Vincitore di un premio internazionale Global Junior Challenge 2002...
Vincitore di un premio internazionale Childnet Academy 2004...