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Le tappe della scienza: da Marconi alla genetica
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Utente:
Max
Data: 4-settembre-2006 13:31
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ALL'OMBRA DELLA RADIO
Nel
1901, dopo il primo segnale radio lanciato da Marconi dalla casa
paterna, segue il primo messaggio oltre l'Atlantico. All'ombra di
Marconi c'è un mondo per noi determinante, che include come vedremo le
trasmissioni via satellite, le immagini inviate dalle sonde spaziali, i
telefonini cellulari, che vanno ora trasformandosi in wap, e il mitico
WWW che permette a chiunque di navigare nella rete. Nel 1908 dalla
catena di montaggio di Henry Ford esce la prima utilitaria, è forse
l'innovazione tecnologica più importante del secolo. L'automobile, il
motore e la loro fabbrica sono la ricaduta dei grandi risultati
raggiunti dalla scienza nell'Ottocento. Ford, a differenza del tedesco
Carl Benz, padre della Mercedes, che punta sull'auto di lusso, capisce
che per vendere molto bisogna produrre per le masse e assicurare ai
lavoratori un reddito giusto, affinché possano diventare essi stessi
consumatori. Nasce così la classe media, si consolidano sia la
democrazia che il capitalismo. In pochi decenni tutti, prima negli
Stati Uniti e poi in Europa, raggiungono il sogno dell'automobile,
subito dopo aver ottenuto l'illuminazione elettrica dentro l'abitazione
(grazie a Thomas Edison che ha l'idea della lampadina!). Arrivano
quindi nelle case la lavatrice (al cui anonimo costruttore si deve la
vera liberazione della donna), il frigorifero, il fonografo, il
telefono, la radio, infine la televisione e, per le ragazze, calze
meglio della seta (grazie all'americano Wallace Carothers, padre della
chimica macromolecolare, genio infelice e tormentato, che nel 1931
inventa il nylon).
VIAGGI E TERRITORI ESTREMI
L'auto
e poi le navi con grandi motori, l'idea del volo, dal dirigibile del
tedesco Ferdinand von Zeppelin all'aereo supersonico francese Concorde,
ai sottomarini nucleari, tanti nuovi mezzi incrementano il gusto dei
viaggi, delle esplorazioni verso luoghi e territori estremi. Il secolo
si apre con la gara verso il Polo Nord, da cui nel 1899 il Duca degli
Abruzzi è costretto a tornare indietro. Nel 1909 Robert Peary raggiunge
il Polo Nord in compagnia di quattro esquimesi. Il 17 novembre 1911
Roal Amundsen arriva invece al Polo Sud. Nel 1932 il fisico Auguste
Piccard sale fino alla stratosfera in pallone e nel 1938 scende negli
abissi col suo batiscafo. Subito dopo il secondo conflitto mondiale
arriva la volta dell'Himalaya. Nel 1950 i francesi, per primi, violano
i mitici 8.000 metri salendo sull'Annapurna. Nel 1953 Edmund Hillary
conquista l'Everest.
Il 1954 è il nostro anno: con la
spedizione guidata da A.Desio, A.Compagnoni e L.Lacedelli conquistano
la vetta del mitico K2. L'impresa davanti a cui l'anno prima si erano
arresi gli americani contribuisce non poco a dare al mondo,
dell'Italia, l'immagine di un Paese che sta diventando moderno.
ESPLORAZIONE DELLO SPAZIO
L'esplorazione
dello spazio è un sogno che l'umanità ha coltivato fin dai tempi più
antichi. Gli anni Sessanta inaugurano l'esplorazione dello spazio.
Infatti il lancio del satellite sovietico Sputnik 1, il 4 ottobre 1957,
diede avvio all'era spaziale. Si deve però aspettare il 1961 affinché
un uomo, Gagarin a bordo della Vostok, conquisti lo spazio. In meno di
otto anni gli Usa superano i russi nella gara, con la sfida lanciata da
un presidente leggendario. "Arriveremo alla Luna non perché è facile,
ma perché è difficilissimo", afferma Kennedy. Con la missione
dell'Apollo 11 l'umanità raggiunse lo storico traguardo di mettere
piede sul suolo lunare. Partita da Cape
Kennedy il 16 luglio 1969, la navicella Apollo si mise in orbita
lunare; Edwin E. Aldrin e Neil A. Armstrong si spostarono nel modulo
LEM, mentre Michael Collins restava a bordo della navicella. Il LEM
toccò il suolo della Luna il 20 luglio 1969: Neil Armstrong fu il primo
uomo a toccare la superficie del nostro satellite. Memorabili le sue
parole: "È un piccolo passo per l'uomo, ma una grande conquista per
l'umanità".
Qualcuno azzarda che le ricadute di
quell'impresa, tanto criticata per i suoi costi faraonici, sono tali da
formare ancora la base dell'attuale prosperità americana. Dobbiamo
all'Apollo gli attuali Pc, le telecomunicazioni moderne, i telefonini
cellulari, i nuovi materiali di cui sono fatti auto e satelliti, nonché
le giacche da sci e le racchette da tennis. Discende dall'impresa della
Luna l'invenzione di un management innovativo, senza il quale nessuna
grande impresa è ormai possibile. Dopo la Luna, in viaggio virtuale,
tutti si parte per un itinerario verso altri pianeti e si va oltre,
incontro alle stelle. Le scoperte dell'astrofisica, dei telescopi da
Terra come dallo spazio, confermano l'idea del big bang, termine con
cui negli anni Venti il gesuita belga Georges Lemaitre battezza la sua
teoria, secondo la quale l'universo ha inizio quindici miliardi di anni
fa con un gran botto.
Non
ci sarebbe tale prosperità, nè il problema delle pensioni, senza
quell'Alexander Fleming che nel 1928 scopre la sua celebre muffa, il
Penicillium notatum. La leggenda narra che il microbiologo scozzese
abbandoni sul banco del laboratorio una coltura di stafilococchi, su
cui cade muffa sfuggita da altri esperimenti. Al suo ritorno, lo
stafilococco è cresciuto sul piatto, tranne che nei punti toccati dalle
spore estranee. Il caminino per identificare il Penicillium e
afferrarne le sue enormi capacità antinfettive è lungo. La penicillina
già durante la guerra salva milioni di vite (nelle truppe alleate che
ne dispongono). Dopo aver contribuito alla vittoria degli
angloamericani, il formidabile salvavita nel dopoguerra spazza via dal
mondo le piaghe più terribili, dalla tubercolosi alla polmonite, dalla
difterite alla sifilide. Insomma, cambia il corso della storia. A esso
si associa la grande chirurgia moderna, per la quale scegliamo a
emblema Christian Barnard, il chirurgo sudafricano che, nel 1967, per
primo trapianta un cuore in un uomo. Grazie alla medicina e alla
chirurgia, e a una nutrizione adeguata, la vita media si allunga in
questo secolo di oltre vent'anni.
I
progressi che la fisica raggiunge nell'Ottocento ci conducono verso i
moderni mezzi di trasporto, l'elettricità, la radio e i computer. In
questo secolo invece la regina delle scienze perde l'innocenza, secondo
una celebre lamentazione di Einstein, il quale si riferisce alla bomba
atomica. Sviluppata a Los Alamos nel deserto americano da un gruppo di
cervelli, di cui fa parte il nostro Enrico Fermi, viene poi lanciata
sopra Nagasaki e Hiroshima. Sulla fisica si allunga così un'ombra
lugubre che si estende a Bikini, dove nel 1952 viene sperimentata la
bomba H (a idrogeno). L'ombra raggiunge anche l'energia, il cui
aggettivo nucleare sa ormai di sporco, anche quando ce ne serviamo,
magari comprandola dalla Francia, come è il nostro caso. Al punto che
nel 1997, perfino il centenario della scoperta della radioattività da
parte di quel personaggio unico che è Marie Curie, malgrado sia una
donna e questo sia il secolo delle donne, passa sotto silenzio. O quasi.
La
fisica perde l'innocenza e la gente inizia a temere la scienza. In
particolare gli effetti di un'altra grande scoperta del secolo, la
molecola a doppia elica del Dna (1953), merito di James Watson e
Francis Crick. Serpeggia il sospetto che l'umanità non sia pronta a
certi balzi in avanti che la scienza ci sta permettendo. La nascita di
Dolly, la pecora donata in un laboratorio scozzese nel febbraio del
1997, getta una luce sinistra anche sul mais transgenico, mais cui sono
stati innestati frammenti del Dna di un battere che ne alza le difese
naturali, sicché diventa possibile abolire i pesticidi. I risultati
della paura li vediamo a Seattle. Dietro il fallimento degli accordi
sul commercio globale che chiude il secolo, c'è ansia di cose pulite
che portino più giustizia e siano più chiare. Tutte doti che la scienza
non sembra più avere.
Adesso tocca a noi, a te che
leggi tutto questo, tentare di cambiare o migliorare il mondo che ci
circonda per la nostra felicità e per quelle delle generazioni future.
Ricordandoci che tutto questo è possibile farlo solo se impariamo dagli
errori e dalle verità del passato e del presente.
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