Con
Isaac Newton la fisica trova la sua sistemazione. A parte il contributo
dato alla scienza con la scoperta della legge di gravitazione
universale, con le ricerche sulla luce e sulla sua scomposizione,
Newton, da buon matematico, propone il suo metodo che chiama: "regulae
philosophandi", interpretato come regole di ricerca. Proviamo a
riassumerle brevemente:
1) Un fenomeno deve essere studiato solo con quelle cause che bastano a spiegarlo.
2) Gli effetti uguali devono essere riferiti alla stessa causa (la luce
del sole e la luce di una candela si propagano nello stesso modo).
3) Esperimenti sulle qualità di alcuni corpi si possono estendere anche
ad altri (la durezza è una proprietà dei corpi).
4) Una proposizione è valida fino a quando non si trova un esperimento che chiaramente la fa decadere.
L'opera che si costituì a fondamento della meccanica e della fisica
classica è "Philosophiae naturalis principia mathematica". Newton è
noto per la sua teoria corpuscolare sulla luce (una sorgente luminosa
emette corpuscoli che urtano l'occhio), per aver scoperto che la luce
si può scomporre e ricomporre (disco di Newton), per le leggi sul moto
e per la gravitazione universale. Newton ebbe chiaro il concetto di
forza (forza di gravità, forza magnetica, inerzia) e il concetto di
massa. Sembra che Newton abbia intuito la possibilità di satelliti
artificiali e di viaggi nello spazio.
Per quanto riguarda il tempo e lo spazio egli fa queste distinzioni:
1. Tempo relativo, la misura che si esprime con l'ora, il mese e l'anno.
2. Tempo assoluto, che fluisce uniformemente e si chiama durata.
3. Spazio relativo, la misura che cade sotto la nostra esperienza.
4. Spazio assoluto, che rimane sempre simile e immobile.
Vedremo che Einstein criticherà il tempo e lo spazio assoluto e rivoluzionerà la fisica con la teoria della relatività.
LA TEORIA ONDULATORIA DI HUYGHENS
Cristiano Huyghens (1629-1695), matematico e fisico olandese, pur
ammirando la precisione degli esperimenti di ottica di Newton
contrappose alla teoria corpuscolare una teoria detta ondulatoria. In
effetti sembrava strano a Huyghens che la luce fosse fatta di
corpuscoli perché quando i corpuscoli incontravano un oggetto avrebbero
dovuto subire degli scombussolamenti, e questo in effetti non accadeva.
Egli propose quindi di considerare la luce un fenomeno di propagazione
per onde. Ma a questo punto sorgeva un problema: le onde di un sasso si
propagano nell'acqua, le onde sonore si propagano nell'aria, ma non in
un ambiente in cui sia stato fatto il vuoto. In altre parole le onde si
propagano se esiste un mezzo che le sostiene. Quale mezzo poteva
sostenere le "onde di luce" provenienti dallo spazio (luce del sole e
delle stelle)? La difficoltà fu aggirata inventando una sostanza
sottile ed elastica che riempiva l'universo: a questa sostanza fu dato
il nome di etere. Poiché in questo modo si potevano spiegare numerosi
fenomeni di ottica, l'etere cosmico ebbe diritto di cittadinanza nel
mondo della fisica.
I MATEMATICI
Nepero (John Napier), matematico scozzese (1550-1617), aveva aperto
nuove possibilità di calcolo con l'invenzione dei logaritmi. Toccò a un
discepolo di Galileo Galilei, Bonaventura Cavalieri (1598-1647),
l'onore di diffonderli in Italia. Questo matematico milanese è noto
anche per i suoi studi di geometria e anche per aver dato il via, senza
saperlo, alle geometrie non euclidee. Cavalieri si può anche
considerare un precursore del calcolo differenziale e integrale che ha
permesso notevoli sviluppi della fisica. Pascal, Fermat, lo stesso
Newton si occuparono di matematica.
Merita di essere ricordato Wilhelm Leibniz (1646-1716) che contribuì
con Newton alla scoperta del calcolo infinitesimale. Non possiamo
approfondire, da un punto di vista tecnico, questi argomenti. Tuttavia
ricordiamo che in questo periodo e in seguito si affermarono nomi come
Bernoulli, Cramer, Saccheri, Eulero. I sovrani d'Europa si contesero i
più famosi scienziati che gravitavano attorno alle Accademie e che non
disdegnavano lezioni private a principi e principesse.
Leonardo Eulero (1707-1783), nato a Basilea, fu allievo di Giovanni
Bernoulli. Eulero, oltre a sistemare la meccanica fisica, sviluppò il
calcolo differenziale e integrale (analisi). Certo conosci i suoi
diagrammi circolari, detti appunto diagrammi di Eulero. Più tardi John
Venn (1834-1925), inglese, introduceva diagrammi con forma di linea
chiusa qualsiasi. Molti autori uniscono i nomi di questi due studiosi e
indicano i diagrammi con il nome di "diagrammi di Eulero-Venn". Eulero,
che dal suo matrimonio aveva avuto ben tredici figli, trascorse gli
ultimi anni della sua vita colpito da cecità. Nonostante questo,
continuò a lavorare. Fu considerato un vero calcolatore prodigio tanto
che alla sua morte si disse di lui: "egli cessò di vivere e di
calcolare".
In questo periodo la vita scientifica si svolgeva nelle Accademie,
nelle Università1 alle corti dei sovrani. La cultura illuministica fu
trascritta nell'ENCICLOPEDIA di Diderot e di D'Alembert nel 1751.
D'Alembert fu matematico e fisico e studiò in particolare la dinamica
dei fluidi. In Francia la matematica era insegnata anche nelle scuole
militari. In questo paese la Rivoluzione (1789) portò una ventata di
democrazia.
Dopo la morte di Newton l'acustica, lo studio dei gas e il calore sono
le scienze che si sviluppano di più e portano un notevole contributo
alla rivoluzione industriale ormai in atto nella società. Ancora
all'epoca della Rivoluzione francese, quando erano già noti gli
strumenti di misura e le relative scale termometriche, il "calorico"
era considerato un fluido. Le prime macchine termiche furono costruite
da Savery e da Newcomen nel lontano 1698. Lazzaro Carnot mise a punto
gli studi sulla termodinamica e Joule determinò l'equivalenza fra
calore e lavoro. La tecnica e le conoscenze di fisica favoriscono
lacostruzione di veicoli a vapore negli ultimi vent'anni del settecento.
Nel 1814 George Stephenson realizzò la locomotiva "The racket" (il
razzo) che poteva viaggiare alla folle velocità di 28 km/h. Con Giacomo
Watt la motrice a vapore viene migliorata e l'Europa e il mondo si
apprestano a sfruttare questa nuova fonte di energia. L'automobile e
l'aereo sono ormai quasi a portata di mano. La navigazione a vapore
permette gli scambi commerciali e lo sviluppo della politica coloniale.
I FENOMENI ELETTRICI
L'uso della bussola, introdotta dagli Arabi, fu perfezionato. Sembra
che già Cristoforo Colombo conoscesse la declinazione magnetica (angolo
fra l'ago della bussola e il meridiano). In Italia si occupò di
magnetismo Giovanni Battista Porta, contemporaneo dell'inglese
Guglielmo Gilbert che già nel 1544 tentò una teoria sull'attrazione dei
corpi elettrici. Ottone di Guericke costruì la prima vera macchina
elettrostatica: una sfera di zolfo che, girando su se stessa, si
elettrizzava e attirava pezzettini di carta.
La scoperta di elettricità vitrea e resinosa (Cisternay du Fay,
1698-1739), della bottiglia di Leyda (Giovanni Nollet, 1700-1770) e di
altre macchine elettrostatiche rese possibile proporre al pubblico i
fenomeni elettrici. In certi salotti si tenevano esperimenti che
facevano scoccare scintille fra le dita dei partecipanti. Le scosse
della bottiglia di Leyda provocarono anche la morte di piccoli
animaletti. Qualche medico propose di usare le scariche elettriche per
curare malattie. Lo stesso Beniamino Franklin (1706-1790), noto
inventore del parafulmine, si occupò di questi esperimenti, anzi
dobbiamo a lui il termine "collegamento in batteria" dei condensatori.
L'invenzione di altri condensatori, oltre alla bottiglia di Leyda, e
gli studi di Giambattista Beccaria (1716-1781) portarono nuovi
contributi alla conoscenza di questi fenomeni. Possiamo ricordare tre
importanti scienziati.
Carlo Agostino Coulomb (1736-1806). Misurando le cariche elettriche con
una particolare bilancia (bilancia di torsione dei metalli) estese alle
cariche elettriche le leggi dell'attrazione e della repulsione proposte
da Newton per l'universo. Luigi Galvani (1737-1798), medico bolognese,
sperimentò i fenomeni elettrici sulle rane. Alessandro Volta
(1745-1827), sperimentatore preparato, ripetuti gli esperimenti di
Galvani, entrò in aperta polemica con il medico bolognese. Galvani
affermava l'origine animale dell'elettricità che aveva potuto
riscontrare in rane morte e toccate con un arco metallico (le rane
davano una forte contrazione). Volta invece affermava che la
elettricità aveva sede nell'arco metallico (è noto l'effetto Volta di
due metalli messi a contatto). La polemica durò a lungo e portò Volta
verso la scoperta della sua famosa pila. Anche le idee di Galvani
furono comunque rivalutate con la scoperta di elettricità di origine
animale. La pila di Volta doveva dare sostanziosi risultati anche negli
studi della chimica (elettrolisi).
ELETTRICITA' E MAGNETISMO
Cristiano Oersted (1777-1851) provò che una corrente rettilinea può
deviare l'ago di una bussola e Andrea Maria Ampère (1775-1836), studiò
il comportamento fra corrente elettrica e magnete. Altri si
interessarono di elettricità fra cui Giorgio Simone Ohm (1789-1854). Si
stabilirono le misure elettriche di cui si occupò un grande matematico:
Carlo Federico Gauss (1711-1855). Fu fisico, astronomo ma soprattutto
matematico. Studiò le equazioni algebriche e si interessò di calcolo
delle probabilità. Sembra che si possa attribuire a Gauss l'invenzione
del telegrafo quasi contemporaneamente a Samuele Morse (1781-1872). A
Gottinga esiste una sua statua posta su una base a forma di prisma con
17 facce per ricordare un suo noto teorema. L'elettricità incomincia a
occupare un nuovo posto nella fisica e si avvia a dare un notevole
contributo alla rivoluzione industriale.
Le ricerche di Michele Faraday (1791-1867) sull'induzione
elettromagnetica portarono a risultati tecnici notevoli: la costruzione
del motore elettrico e della dinamo nella prima metà dell'ottocento
(Ippolito Pixii, Luigi Palmieri, Antonio Pacinotti). Altre applicazioni
si trovano nel campo delle comunicazioni con l'invenzione del telefono
nel 1848 la cui priorità fu contesa fra Antonio Meucci e Alessandro
Bell. Negli ultimi anni dell'ottocento il motore a campo magnetico
rotante di Galileo Ferraris dava all'umanità un mezzo per aumentare la
disponibilità di energia.
LA TEORIA ELETTROMAGNETICA
Inizialmente i fenomeni elettrici furono interpretati come se
l'elettricità fosse un fluido (ricordiamo che anche il "calorico" fu
considerato un fluido), più tardi fu necessario introdurre le cariche
elettriche positive e negative. Man mano che le conoscenze si
estendevano la teoria si faceva più complessa. Oggi le cariche negative
sono identificate con gli elettroni. L'elettrolisi e le ipotesi sulla
struttura atomica della materia acquistavano credibilità presso gli
scienziati.
Si deve a James K.Maxwell uno studio matematico approfondito sui
fenomeni elettromagnetici ponendo come spiegazione dei fenomeni stessi
le sue famose equazioni che molti fisici avversarono. Maxwell è noto
anche come fondatore della teoria elettromagnetica della luce.
Ricordiamo che la velocità della luce era stata determinata nella metà
dell'ottocento da Foucault e da Fizeau. Negli ultimi cinquant'anni del
secolo le scoperte si susseguono. I raggi catodici sono studiati da
Eugenio Goldstein eda William Crookes; Tommaso Alva Edison realizza la
lampadina e scopre l'effetto Edison; Wilhelm Ròentgen trova i raggi X
che porteranno un insperato aiuto nelle diagnosi mediche.
Negli ultimi anni dell'ottocento gli scienziati tentano anche di
dimostrare l'esistenza dell'etere che avrebbe potuto spiegare molte
teorie rimaste oscure. Gustav Ludwing Hertz, sperando di confermare la
presenza dell'etere, prova l'esistenza delle onde che porteranno il suo
nome e che avranno notevole importanza per le trasmissioni a distanza,
via radio. Ancora un altro tentativo condotto da due fisici, Michelson
e Morley, dà risultati negativi. L'etere cosmico, che sarebbe stato
comodo per spiegare molte teorie, non esiste. Su questo argomento
ritorneremo ancora per la sua importanza con lo sviluppo della teoria
della relatività.
Intanto i fisici invadono un campo che era sempre stato appannaggio
della chimica. Nel 1895 Jean Perrin dimostra l'esistenza
dell'elettrone; qualche anno dopo Henri Becquerel scopre la
radioattività naturale. Il primo modello di atomo pensato da Lord
Kelvin ha un elettrone al centro ed è circondato da elettricità
positiva. J.l. Thomson e Hantaro Nagaoka dovevano dare il primo
contributo per modificare questo modello.