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<title>Articoli</title>
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<title>Calcolare le possibilit&#xE0; nel gioco del Poker </title>
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<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 10:27:37 +0200</pubDate>
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<title>Le probabilit&#xE0; implicite nel poker</title>
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<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 13:28:38 +0200</pubDate>
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<title>Geometria descrittiva:dal disegno disegnato al disegno elaborato</title>
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<description>&#x26;ldquo;All&#x26;rsquo;inizio degli anni Novanta si &#x26;egrave; cominciato a parlare di &#x26;ldquo;crescita basata sulla conoscenza&#x26;rdquo; e di &#x26;ldquo;economia della conoscenza&#x26;rdquo; in cui il lavoro &#x26;egrave; sempre meno lavoro materiale (uso della forza muscolare per trasformare fisicamente la materia prima in prodotto finito), e sempre pi&#x26;ugrave; lavoro mentale (cognitivo) nel senso che usa le conoscenze di cui si dispone per produrre altre conoscenze, portatrici di utilit&#x26;agrave;&#x26;rdquo;[1]  &#x26;ldquo;In questi anni la societ&#x26;agrave; ha subito una rivoluzione copernicana che ha trovato la scuola completamente impreparata. Non &#x26;egrave; dalla quantit&#x26;agrave; di computer all&#x26;rsquo;interno di ogni aula che si misura il grado di modernit&#x26;agrave;. E&#x26;rsquo; quel che insegni, come lo insegni.&#x26;rdquo;[2]  &#x26;ldquo;. . . ma mi dici in parole povere cosa sono quelle costruzioni geometriche che sembrano opere d&#x26;rsquo;arte nel tuo sito? . . .&#x26;rdquo;[3]  Ho attraversato, come insegnante, un lungo arco temporale a partire dal 1976, insegnando nelle scuole ad indirizzo artistico in ambiti territoriali, culturali ed economici diversi. La materia d&#x26;rsquo;insegnamento &#x26;egrave; stata sempre la medesima: &#x26;ldquo;A018, Discipline geometriche, architettoniche, ecc.&#x26;rdquo; con le diverse e differenti sfaccettature a seconda che venisse insegnata nei Licei Artistici o negli Istituti d&#x26;rsquo;Arte.  Memore del mio pregresso come studente di Liceo artistico degli anni &#x26;rsquo;60, iniziai la mia carriera riproponendo come metodologia didattica quella che, provenendo dal mondo della bottega, asseriva che &#x26;ldquo;si impara a disegnare disegnando&#x26;rdquo;. Mi resi conto subito che il metodo &#x26;ldquo;riproduttivo&#x26;rdquo; desunto dall&#x26;rsquo;esperienza della bottega non era pi&#x26;ugrave; n&#x26;eacute; adatto n&#x26;eacute; idoneo per far acquisire allo studente l&#x26;rsquo;aspetto &#x26;ldquo;descrittivo&#x26;rdquo; della rappresentazione geometrica, tanto che in diverse occasioni, a conclusione del processo grafico, molti studenti mi chiedevano che spiegassi loro cosa avevano &#x26;ldquo;disegnato&#x26;rdquo; facendomi capire che quanto riprodotto non era stato assolutamente interiorizzato. Maturai, allora, la convinzione che essendo il disegno un linguaggio cio&#x26;egrave; un &#x26;ldquo;Sistema di segni per mezzo dei quali gli uomini comunicano fra di loro&#x26;rdquo;[4], esso andava trattato come tale. Poich&#x26;eacute; si riesce a disegnare solo ci&#x26;ograve; che si &#x26;egrave; capaci di pensare e di immaginare sulla base delle proprie conoscenze e si riesce a leggere un&#x26;rsquo;immagine solo se si &#x26;egrave; in grado di decodificarne gli elementi componenti e la sintassi grafica, &#x26;egrave; implicito che se il disegno assume la veste di un pensiero descrittivo, la didattica deve adeguarsi a questa funzione e quindi, dal punto di vista metodologico, &#x26;egrave; fondamentale che anche l&#x26;rsquo;insegnante di disegno (in modo particolare se trattasi di disegno tecnico) prima di insegnare a fare educhi a pensare. Da questo assunto prese avvio la ricerca didattica che si &#x26;egrave; sostanziata, nello svolgimento e nel suo affinarsi, nel definire gli elementi necessari per il passaggio da un &#x26;ldquo;disegno disegnato&#x26;rdquo; ad un &#x26;ldquo;disegno elaborato&#x26;rdquo; intendendo con il termine disegno la &#x26;ldquo;Rappresentazione con linee e segni di figure immaginate o di oggetti reali&#x26;rdquo;[5]. Un particolare impulso alla ricerca si verific&#x26;ograve; negli anni novanta, quando cominciarono a diffondersi, in modo considerevole, i personal computer con i relativi programmi grafici che trasformavano sempre pi&#x26;ugrave; il &#x26;ldquo;disegno disegnato&#x26;rdquo; inteso come prodotto grafico ottenuto direttamente tracciando segni su una superficie (foglio da disegno) ad un &#x26;ldquo;disegno elaborato&#x26;rdquo; inteso come prodotto iconico mediato dallo strumento elettronico che elaborando dati inseriti mediante tastiera, penna ottica, mouse, od altro, restituisce (sullo schermo) un&#x26;rsquo;immagine grafica &#x26;ldquo;elaborata&#x26;rdquo;. Poich&#x26;eacute; lo studio sviluppato tende alla ricerca e definizione di algoritmi grafici necessari alla risoluzione di problemi descrittivi, anche la dizione dei prodotti cartacei, propedeutici (didatticamente) a quelli digitali, cambia nomenclatura e gli studenti pi&#x26;ugrave; che &#x26;ldquo;fare tavole&#x26;rdquo; sviluppano &#x26;ldquo;elaborati grafici&#x26;rdquo;; i migliori dei quali sono stati raccolti, fotografati e riversati sul seguente sito personale http://www.webalice.it/eliofragassi. Qui possono essere visitati attivando il collegamento alla &#x26;ldquo;galleria degli elaborati grafici&#x26;rdquo; posto in fondo all&#x26;rsquo;home page.   La &#x26;ldquo;Geometria descrittiva&#x26;rdquo; diventa quindi &#x26;ldquo;Geometria descrittiva dinamica&#x26;rdquo; perch&#x26;eacute; la rappresentazione grafica che si ottiene come prodotto didattico non &#x26;egrave; una copia pi&#x26;ugrave; o meno precisa, pi&#x26;ugrave; o meno simile al disegno assegnato ma il prodotto dell&#x26;rsquo;elaborazione mentale delle conoscenze teoriche e concettuali relative agli elementi geometrici fondamentali, delle leggi che regolano la formazione e la lettura dell&#x26;rsquo;immagine e delle eventuali operazioni geometriche necessarie a chiarire ed esplicitare parti e/o fasi del processo creativo-rappresentatico-descrittivo. Le immagini prodotte applicando le regole della doppia proiezione ortogonale di Monge assumono, quindi, l&#x26;rsquo;aspetto di temi o problemi descrittivi che si impostano, si sviluppano e si risolvono applicando precisi e definiti passaggi che costituiscono gli algoritmi grafici della rappresentazione. Lo sviluppo appropriato di questi passaggi presuppone, come prerequisito, la conoscenza della grammatica grafica della geometria e della relativa sintassi per poter passare, agevolmente, dal &#x26;ldquo;disegno disegnato&#x26;rdquo; al &#x26;ldquo;disegno elaborato&#x26;rdquo;. &#x26;ldquo;Si comincia a lavorare [cos&#x26;igrave; facendo] non per ripetere operazioni gi&#x26;agrave; note, ma per innovare . . .&#x26;rdquo;[6] e per sviluppare questa innovazione &#x26;egrave; necessario pensare alle forme geometriche ed alle figurazioni non come elementi finiti e definiti ma come insiemi dinamici costituiti dagli elementi fondamentali, che muovendosi e combinandosi nello spazio possono assumere forme varie e diverse in relazione alla sensibilit&#x26;agrave; del singolo studente; per cui, ad esempio, tre punti nello spazio individuano un triangolo punteggiato (vertici), cos&#x26;igrave; come un triangolo rigato &#x26;egrave; immaginato come delimitato da tre rette incidenti variamente collocate nello spazio secondo la necessit&#x26;agrave; del problema o la sensibilit&#x26;agrave; del singolo studente a convalida e conferma di quanto asserito nel Documento finale citato che recita come di seguito: &#x26;ldquo;La percezione umana appare immersa nella dinamica dell&#x26;rsquo;azione, per cui esiste un nesso assai stretto tra percezione, azione e progetto&#x26;rdquo;.[7] Per questo motivo al collega che mi chiedeva, come riferito all&#x26;rsquo;inizio, spiegazioni circa le immagini riportate sul sito ho risposto che: &#x26;ldquo;Quelle &#x26;ldquo;costruzioni geometriche&#x26;rdquo; sono semplici &#x26;ldquo;costruzioni geometriche&#x26;rdquo; prodotte dagli alunni delle diverse classi e delle diverse scuole a partire dal 1989 (quelle di prima le ho perse). Esse sono state sviluppate dagli alunni a supporto e verifica di quella ricerca didattica che ho condotto fin dall&#x26;rsquo;inizio della mia carriera d&#x26;rsquo;insegnante. Il lavoro di ricerca, didatticamente riscontrato in questi anni, con il contributo degli studenti, ha cercato di fornire uno spunto formativo diverso e innovativo unitamente ad un codice, di codifica e decodifica, grafico sorretto dalla logica ricercando una correlazione interdisciplinare tra le materie grafiche e quelle scientifiche. Quelle elaborazioni geometriche non sono altro che trasposizioni in forma grafica di temi assegnati in forma scritta, l&#x26;rsquo;equivalente, cio&#x26;egrave;, alla risoluzione di un problema, allo sviluppo di un tema o alla composizione di un brano musicale sostituendo ai numeri, alle parole o alle note, forme geometriche elementari.&#x26;rdquo; Considerando il disegno come un linguaggio si &#x26;egrave; cercato di far diventare l&#x26;rsquo;allievo attore del proprio processo di apprendimento fornendogli le basi teoriche e culturali per renderlo capace di leggere, capire, immaginare, creare e rappresentare figure piane e/o solide e quindi oggetti e forme comunque poste nello spazio del reale tridimensionale secondo le proprie inclinazioni e sensibilit&#x26;agrave;. La rappresentazione descrittiva non &#x26;egrave; presentata, quindi, solo ed esclusivamente come un fatto grafico ma, in particolare, come la trasposizione in forma iconica di un&#x26;rsquo;idea, di un pensiero che contempla sia conoscenze umanistiche sia scientifiche per quell&#x26;rsquo;unicit&#x26;agrave; della cultura in cui le diverse discipline costituiscono le sfaccettature di un sistema a rete con moltissimi nodi di interconnessione e plurimi nodi di scambio tra le differenti materie.   Con questa ricerca e per questa disciplina, le cui esercitazioni e le relative applicazioni vengono assegnate in forma scritta, (per alcuni esempi si pu&#x26;ograve; far riferimento al collegamento &#x26;ldquo;Testi delle esercitazioni grafiche e relativi elaborati&#x26;rdquo; presente sul sommario del sito personale) per essere trasposte in forma grafica, si &#x26;egrave; gi&#x26;agrave; verificato quanto asserito dal citato documento Ministeriale del 03.03.&#x26;rsquo;08 dal titolo &#x26;ldquo;Persone, tecnologia e professionalit&#x26;agrave;&#x26;rdquo; che recita: &#x26;ldquo;Dalla manodopera si deve passare alle &#x26;ldquo;menti d&#x26;rsquo;opera&#x26;rdquo;, perch&#x26;eacute; in tutte le professioni si richiedono competenze tecniche, capacit&#x26;agrave; relazionali creativit&#x26;agrave;&#x26;rdquo;. Per quanto attiene la disciplina di mia competenza il passaggio di cui sopra &#x26;egrave; stato avviato da tempo con la trasformazione della rappresentazione geometrica da &#x26;ldquo;disegno disegnato&#x26;rdquo; in &#x26;ldquo;disegno elaborato&#x26;rdquo;. E per concludere mi piace riportare un&#x26;rsquo;affermazione relativa a noi insegnanti: &#x26;ldquo;Non possiamo sottrarci al rischio dell&#x26;rsquo;educazione&#x26;rdquo;[8], espressa da un collega e tratta dal libro di Marco Imarisio: Mal di scuola. Ed io non mi sono sottratto, anzi. Elio Fragassi [1] Ministero Pubblica Istruzione: Commissione ministeriale per la riorganizzazione degli Istituti Tecnici e Professionali; Persona, Tecnologie e Professionalit&#x26;agrave;, Documento finale, Roma 03.03.&#x26;rsquo;08.  [2] Marco Imarisio; Mal di scuola, Edizioni BUR Futuropassato, Milano, ottobre 2007.  [3] Domanda postami da una collega dopo aver consultato la &#x26;ldquo;Galleria degli elaborati grafici&#x26;rdquo; presente sul sito personale residente al seguente URL: http://www.webalice.it/eliofragassi  [4] Nicola Zingarelli; Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli, Milano 1970  [5] Voce &#x26;ldquo;Disegno&#x26;rdquo;; Nicola Zingarelli; op.cit. [6] Ministero Pubblica Istruzione; op.cit. [7] Ministero Pubblica Istruzione; op.cit. [8] Marco Imarisio; op.cit. </description>
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<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 23:41:09 +0100</pubDate>
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<title>Empatia per Internet: riflessione sulla formazione in rete</title>
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<pubDate>Sun, 03 Sep 2006 21:14:37 +0200</pubDate>
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<title>Immaginario e percezione visiva</title>
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<description>Un cambiamento profondo delle nostre concezioni</description>
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<pubDate>Sun, 03 Sep 2006 21:11:24 +0200</pubDate>
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<title>Tolerance.it Un manuale interattivo in progress</title>
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<description>Il nuovo progetto di Umberto Eco, Jacques Le Goff</description>
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<pubDate>Sun, 03 Sep 2006 21:10:31 +0200</pubDate>
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<title>La leggenda del giocatore di dadi</title>
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<description>Questa storia non l&#x26;#39;ho inventata io. L&#x26;#39;ho letta da qualche parte; non mi ricordo pi&#x26;ugrave; dove. Io ve la racconto a modo mio. </description>
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<pubDate>Sun, 03 Sep 2006 21:09:17 +0200</pubDate>
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<title>Il poker e il calcolo delle probabilit&#xE0;</title>
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<description>Per giocare a poker, quattro persone, hanno bisogno di un mazzo di 32 carte.   </description>
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<pubDate>Sun, 03 Sep 2006 20:56:08 +0200</pubDate>
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