L’ utilizzazione di
Internet nella Formazione permanente e’ in forte sviluppo, ma nella
sperimentazione di una pluralità di approcci telematici in campo
educativo, ancora non e’ emersa una piu’ profonda riflessione sul
cambiamento culturale necessario, in grado di utilizzare ampiamente
delle potenzialita’ di comunicazione interattiva delle reti, non piu’ e
non solo messe in opera come canale trasmissivo per la distribuzione su
larga scala di materiale didattico pre-strutturato nell’ ambito della
Formazione a Distanza (FaD), ma invece, come “spazio virtuale” in grado
di ospitare comunità che condividono e sviluppano creativamente
conoscenze in sistemi di NET-Learning ,di elevata qualita’ fruitiva e
distributiva, per lo sviluppo della nuova “Societa’ della Economia
della Conoscenza.” (1)
La globalizzazione del mondo commerciale, e
lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione della informazione (TIC)
, che ha annullato le distanze ed ha trasformato l'habitat di
comunicazione in una dimensione “virtuale”, pone infatti il problema di
una puntuale attenzione al ruolo intellettuale da svolgere, per far
nascere una nuova cultura adeguata allo sviluppo di una societa’
creativamente capace di rinnovamento educativo , economico e sociale. (
2)
In tale contesto problematico assai ampio, e’ importante riflettere
sulla questione cruciale focalizzante il necessario cambiamento del
sistema che passa “dalla Lavagna alla Rete Interattiva” e cioe’ dalla
scuola tradizionalmente , fondata su una metodologia di istruzione
“uni-direzionale” della lezione frontale , centrata prevalentemente sul
docente, che vede spesso il discente in posizione passiva e ripetitiva
di nozioni impartite , ad un sistema di NET-Learning interattivo,
basato sulla produzione di materiali da fruirsi nel quadro della
formazione permanente, dove le conoscenze si costruiscono in una
condivisione di ricerca e sviluppo, con un insieme di partecipanti, con
ruoli opportunamente differenziati, per eleborare originali prodotti di
editoria elettronica, da immettere in rete per la loro diffusione ed
aperto confronto con altre realta’ di sviluppo nel World Wide Web. (WWW)
Per ottimizzare la qualita’ produttiva dei progetti di NET-Learning,
oltre al problema della scelta dei contenuti piu’ adeguati al percorso
formativo, per un definito target di interazione, e’ necessario porre
la dovuta attenzione alla primaria esigenza di capire con quali
modalita’ ed in che misura l’interattività in rete conduca alla qualità
delle attivita’ formative, rivisitandole anche dal punto di vista
“psico-affettivo e culturale”, al fine che la prassi di NET-Learning,
possa divenire una componente chiave del processo di innovazione dell’
apprendimento, facilitando l’esprimersi in rete di potenzialita’
creative, a tutto vantaggio di un arricchimento progessivo dell’intero
processo di cambiamento formativo, per dare un notevole contributo alla
“Societa’ della Economia della Conoscenza”.
Per affrontare tale complessa tematica correlata alla componente
“psico-affettiva e culturale” di sistemi di NET-Learning, e’ opportuno
osservare che, nel quado di sviluppo incipiente della economia
digitale, esiste purtroppo una risorsa assai scarsa, che ha la sua sede
naturale nella attivita’ cerebrale creativa. Si nota infatti che la
creativita’ quale essenziale fattore dello sviluppo sociale ed umano,
tende a diminuire in condizioni di sovrabbondanza di informazione
“unidirezionale” in quanto entrano in saturazione i meccanismi della
attenzione e di conseguenza quelli della motivazione all’
apprendimento. (3) Una prima nota che emerge in tutta la sua evidenza
da tale importante considerazione e che per aumentare la praticabilità
di innovative strategie di NET-Learning, sara’ necessario che l’
attenzione umana sia calibrata su" life-motivation", in modo che la
motivazione dei partecipanti possa avere una resa costante e fruttuosa,
necessaria per ottenere sviluppo sociale ed umano da un sistema
interattivo dotato di creativita'. (4)
Tale osservazione e’ decisiva proprio in quanto oggi dovremo superare
l’economia dell’informazione e favorire lo sviluppo della “Societa'
verso la Economia della Conoscenza” e che propriamente sara’
caratterizzata dalla rapida trasformazione dell’informazione e delle
conoscenze in valore socio-economico. Pertanto le modalita’ di
fruizione delle conoscenze in rete telematica interattiva , dovranno
avere un quadro di riferimento della attenzione ben diverso da quello a
cui ci ha abituati la reclame TV ed anche il Web Advertising . Infatti
sappiamo che sia alla reclame in TV cosi’ come alla pubblicita'
digitale basta un attimo di attenzione ( il successo della pubblicita’
nel WEB viene infatti decreatato a misura di numero di click), mentre
per favorire la rielaborazione culturale vista in in termini di
crescita del valore dei beni immateriali, per favorire l’ avvicendarsi
di una nuova tipologia di sviluppo, necessitanno certamente diverse
modalità di creazione e mantenimento dell’attenzione e delle
motivazioni umane, tali che possano trovare corrispondenza ad un
aumento delle creativita' sociale.
Cio' sara' possibile se i progetti di NET-Learning mireranno
decisamente a focalizzare “life motivations” per essere capaci di
coniugare l' individuo in rete:nell' ambito di ricerca di conoscenze,
di suggerimenti, di confronto, di rassicurazione, di gratificazione, di
affetto, … cioe' entro uno scenario di comunicazione interattiva,
progettato per offrire un sistema basato su una prospettiva di sviluppo
di “Intelligenze Multiple” (5) , e tarato per garantire la massima
liberta’ di scelta e di opinione in modo che il sistema telematico
sappia mantenere e far tesoro della intelligenza creativa connaturata
in ciascun individuo; altresi la passivita' dei partecipanti, che si
vorrebbe annuallare con l’ utilizzazione produttiva di reti
interattive, diverra' vieppiu' generalizzata, proprio in quanto la
gestione del sistema interattivo corrisponderebbe ad una inutile
perdita di tempo dei partecipanti, perche’ messi in condizione di non
poter esprimere le proprie idee ed i propri bisogni.
Questa e’ infatti una delle ragioni essenziali, che viene definita in
termini di “fallimento empatico”, per cui si ritiene causa della
carenza di sviluppo della formazione on line, la incapacita’ di
acquisire in rete elementi di “intelligenza emotiva”; si denota infatti
una netta tendenza al fallimento dei progetti di Educazione a Distanza
(FaD), provocata dal loro limitarsi nel sviluppare interventi di
trasferimento di conoscenze pre-confezionate, che rispecchia lo schema
unidirezionale di formazione, in quanto esso e’ ancora ritenuto
funzionale al prevalere degli interessi economici in confronto a quelli
educativi .
Notiamo ora che nella antica concezione vitalistica. “l’ Empatia” e’
considerata come una dote individuale, che si ritiene realizzarsi, nel
confine di contatto, ridotto alla sola dimensione fisica, quale
induzione ottenibile dalla percezione di segnali di relazione lanciati
da chi sta intorno a noi .
Oggi comprendiamo come il ruolo della “Empatia” nell’ apprendimento,
sia giustamente considerato un fattore decisamente importante, in
quanto ricorrendo ad esso, in una piu vasta e corretta accezione di
epifenomeno complesso di ordine etico-metafisico-sociale, si cerca
spiegazione del perche’, molto spesso, il successo professionale nella
vita, non coincida con quello scolastico, denunciando di conseguenza l’
incapacita’ della unidirezionalita’ e la passivita ripetitiva del
sapere, come elemento tendente a sfavorire lo sviluppo di forme
relazionali empatiche, che risiedono in gran parte nella dimensione
istintiva ed emozionale della intelligenza.
Data l’ importanza di tale concetto, e’ bene mettere in luce che, la
antiquata concezione della “empatia”, vista limitatamete alla sua
dimensione istintivo-emozionale, priva cioe’ di un livello di
acquisizione mentale piu’ definita, resta alquanto misteriosa, proprio
in quanto conduce a ritenere che, l’ epatizzare, sia conseguente ad una
dote soggettiva, che in sintesi consiste nel saper percepire dall’
esercizio relazionale, quasi per magia, la dimensione piu’ interiore e
profonda della comunicazione, e cio’ in condizioni fisiche di vicinanza
in cui risulta possibile cogliere ed utilizzare, nel bene e nel male,
elementi motivazionali derivanti da messaggi comportamentali altrui che
possono essere anche di origine subliminale.
In vero l’ empatia e’ funzione cerebrale che non e’ solo prerogativa
dell'uomo, ma che per l’uomo ha una forte componente epifenomenologica,
non determinata solo da pulsioni istintuali, ma che viceversa le
integra in modo da cogliere la volonta’ emergente dall'esperienza
comunicativa vissuta, propria ed altrui, determinando relazioni di
fiducia reciproca tra gli individui componenti un gruppo, che includono
i livelli endopsichici e li riconducono ai livelli interpersonali, per
concorrere a creare relazioni stabili e di successo.
Infine e’ evidente che, mantenendo costanti le antiche accezioni
concettuali estrapolate ancor oggi da una radice concettuale
vitalistica,. l’ epatizzare in Internet, sarebbe considerato del tutto
impossibile da effettuarsi, dato che in relazione alla virtualita’
delle interazioni in rete, la condizione di vicinanza scompare .
Fortunatamente non e’ cosi , infatti solo e soltanto nel caso che le
relazioni biochimiche dei messaggi neuronali, esercitate tra le zone
cerebrali Talamiche ( il Talamo e sede primaria cerebrale delle
emozioni), sottotalamiche ( sedi delle pulsioni istintive) e gli
Emisferi Cerebrali Superiori ( sedi principali di attivazione della
percezione visiva e del linguaggio parlato e scritto) (5), fossero
cronicamente scisse, anziche’coordinate costantemente da integrazioni
tra segnali neurali, allora l’ Empatia come fenomeno di “affinita
elettiva “ di ordine relazionale , sarebbe certamente e fortemente
limitato, non solo in rete, ma anche anche in presenza di relazioni
percettive di vicinato.
Quindi per evitare concettualita’ devianti da un ragionamento
scientifico, e’ opportuno cercare di analizzare il problema, nel
tentativo di superare i residui di concettualita’ vitalistiche,
mediante le quali ancora si tende ad interpretare la “Empatia”
limitatamente ad una concezione per cui la attivita percettiva e
sensoria, focalizza, come principale riferimento, solo qualcosa di
visibile e percettibile esteriormente ( mirato su cio’ che e’ fuori e
quindi l’ altro ), anziche’ prendere in considerazione quanto sia
percepibile interiormente ( cioe’ focalizzando l’ attenzione sull’
interiorita’ , l’ auto-coscienza l’ auto-motivazione , la curiosita ‘
l’ intuizione, la volonta’ di collaborazione …) . In tal misura si
trascura la reale portata dell’ immaginario nel saper cogliere e
richiamare alla memoria le interferenze di indole psichica, le quali
stabiliscono una connessione empatica tra individualita’ differenti.
A mio avviso è possibile restituire al “fenomeno empatico” la sua forza
creativa solo ricollocandolo nel campo piu’ congeniale alla scienza
delle complesse relazioni interiorizzate che sussistono tra “Cervello
Informazione ed Apprendimento” (6) , che certamente, non sono
definibili solo nell’ ambito della interazione di incontro fisico di
vicinanza e di contatto tra le persone, altresi’ sarebbe inconcepibile
dare credito ad ogni fenomeno di fede spirituale ed anche religioso,
dove l’ “Altro” non e’ indubbiamente percepibile in termini presenza
fisica.
La "trasposizione empatizzante" nelle attivita interattive in Iternet
di un apprendimento di abilita’ empatiche, quale proprieta’ di uno
sviluppo della Intelligenza emotiva, ottenibile dall’ esercizio
interattivo della rete, sara’ quindi possibile qualora si rivaluti
culturalmente e scientificamente il fenomeno della “empatia” come atto
fondamentale della vita interiore, propria delle integrazioni cerebrali
tra aspetti istintuali, emotivi e razionali della comunicazione
interattiva.
Putroppo siamo progressivamente diventati così perniciosamente
attaccati ad una dimensione ovviamente pregiudiziale generata dal
“dualismo cartesiano”, per cui si accetta l’ incoerenza condizionante
della possibilita’ inusuale di una netta separazione tra cio’ che e
dentro di noi e cio’ che e fuori di noi (7) ; ragionando entro tale
concettualita’ riduttiva, la abilita’ di “empatia” e quindi di
creativita’ relazionale, anziché essere vista nella sua natura di
processo cerebrale, capace di apprendimento, viene considerata una
"dote di indole genetica" e posseduta da gente “sui generis”,
misteriosamente dotata di un sistema percettivo recondito, quasi fosse
presente “ un gene della empatia”, esprimibile solo per esperienza
diretta di relazioni “vis a vis”. In tal caso ogni processo educativo
non avrebbe alcuna possibilita’ di intervenire in termini di formazione
empatica, se non soltanto nel favorire le condizioni di vicinato tra le
relazioni nell’ ambito perimetrato di una scuola . (8)
Per avvalorare una definizione piu’ scientifica dell’ empatia, e’ utile
ricordare che dagli studi sui flussi sanguigni ,si denota che, quanto
nella zona talamica e sottotalamica del cervello si scatena una forte
reazione, l’empatia relazionale è scarsa o addirittura assente, cio’ in
quanto le capacita’ ricettive vengono alterate, corto-circuitando le
reazioni della ragione nel dare misura al controllo emotivo, derivante
dall’ integrazione con gli emisferi cerebrali superiori. (9)
Pertanto, sapendo che il cervello umano presenta una forte
polarizzazione delle funzionalita’ relative ai due emistefi cerebrali,
possiamo arguire come mettere in evidenza due distinte tipologie di
attivita’ empatiche; una maggiormente rivolta alla introspezione delle
attivita’ relazionali, che schematicamente possono essere attribuite al
controllo emotivo ed istintuale. dominato dall’ emisfero destro, mentre
nel caso che, la percettivita’ visiva sia significata rispetto alla
estetiorita’ dei segnali provenienti dagli atteggiamenti
comportamentali delle relazioni comunicative generantesi in condizioni
di presenza fisica, la dominanza empatica si adegua maggiormente ai
processi di significazione e controllo emozionale propri dell’ emisfero
sinistro del cervello.
Concludo quindi queste brevi riflessioni sottolineando la necessita’ di
renderci convinti che l’ attuale impotenza di generare una condivisione
di intenti per elaborare nuove acquisizioni cognitive entro sistemi di
NET-Learning in rete telematica interattiva, e’ in gran parte dovuta al
condizionamento di basi concettuali ormai storicamente obsolete, dato
che esse, con il loro riduzionismo meccanicista, tendono a limitare
fortemente le nostre molteplici ed intelligenti capacita’ di porre in
relazione epatica , sia sul piano interpersonale che sul piano
intrapsichico, entrambe le potenzialita’ che sono connaturate alla
funzionalita’ parallela dei due emisferi cerebrali. (10)
Tale riflessione, qui impostata per favorire l’ acquisizione di una
concettualita’ innovativa tesa a stabilire relazioni di EMPATIA per
INTERNET, e’ quindi decisiva proprio per attuare una prassi formativa
coscienziosa, finalizzata principalmente ad evitare che, le modalita di
informazione unidirezionali proprie dei mass media, raggiungano l’
unico vero scopo per cui sono gestite, … in modo cioe’ che rapidi e
ripetitivi condizionamenti emozionali, riducano le attivita creative di
gestione cerebrale della ragione, al fine di plasmare le nostre menti,
mantenendoci in una posizione passiva rispetto alla nostra capacita’
creativa di comunicazione interattiva. Quanto sopra potra’ essere
rimosso da una piu’ appropriata e scientifica considerazione delle
potenzialita’ creative sviluppabili in relazione a sistemi di
NET-Learning, co-organizzati proprio a vantaggio della realizzazione di
connessioni empatiche in condizioni di interrelazioni virtuali, al fine
di attuare una interattivita’ ampia e cosciente nel WWW, per la
risoluzione de problemi sociali e culturali, che oggi si evidenziano
essenziali per dare forza ad un completo passaggio esistenziale, tra la
vecchia societa’ industriale, verso la costruzione della “Societa’
della Economia della Conoscenza.”.
BIBLIO-LINKS
(1) – Net- Learning : http://www.edscuola.it/archivio/lre/netlearning.html
(2) – La cultura della Interattivita’: http://www.see.it/icn/egocreanet.html
(3) – Creativita’ e Comunicazione : http://www.edscuola.it/archivio/lre/creacom.html
(4) – Relazioni evolutive: economia/informazione: http://www.edscuola.it/archivio/lre/relazioni.html
(5) – Intelligenze Multiple : http://www.bdp.it/rete/im/index.htm
(6) – Cervello, Informazione, Apprendimento : http://www.edscuola.it/archivio/lre/manzelli.html
(7) - Cervello Diviso: http://www.edscuola.it/archivio/lre/cerdiv.html
(8) – Dualismo cartesiano : http://www.senzapaura.it/paolomanzelli.htm
(9) – Prospettive dell’ utilizzodi internet in sanita’ : http://www.edscuola.it/archivio/lre/bhc.html
(10)– Rimozione Pregiudizi Cognitivi: http://www.edscuola.it/archivio/lre/precognit.html