Registrati!

Science News, Libri, Multimedia, Computer, Spazio prof
Isaac directory, Community, forum, chat, newsletter, sondaggi, special events, cerca nel sito, gadget
Spazio profComputerLibriMultimediaScience NewsInfoMainHome pageI gadgetCerca nel sitoCollaboraSpecial EventsSondaggiLe NewsletterChatForumLa CommunitySito del meseIsaac directory
Condividi

scienzearabebig.gif

L'età d'oro delle scienze arabe
Utente: Max
Data: 3-settembre-2006 18:55
Consultazioni: 27766
Voto: 2    Vota [

+

|

-

]

Se è vero che un analfabeta che vive nei paesi arabi conosce in generale più sull'occidente che un intellettuale europeo sul mondo arabo, l'incontro tra culture diverse e spesso in conflitto può essere fecondo solo se orientato al dialogo e alla cooperazione.

Ancorato a bordo Senna, l'istituto del mondo arabo si presenta alto e con grandi vetrate. Al suo interno è ospitata, fino al diciannove marzo, la mostra "L'âge d'or de sciences arabes" che focalizza la produzione scientifica dei paesi arabi tra il VIII e il XIII secolo. L'arco temporale esaminato è ampio e promette di rivelare attività scientifiche e culturali non consciute al largo pubblico. Nella rapida fila che precede l'ingresso si nota la prevalente affluenza di famiglie, coppie giovani e meno giovani provenienti da gruppi socialmente favoriti e qualche straniero. Superata la porta d' ingresso e i controlli di sicurezza, una sala divisa al centro da due mura accoglie i visitatori. Sulle mura sono riportati i luoghi e la cronologia che ha segnato lo sviluppo della scienza araba.

Il percorso museale

Attraverso testi, disegni, video istallazioni che proiettano interviste e documentari commentati si comprende come la lingua, le politiche illuminate ed efficienti, la forza militare e il fermento economico hanno reso possibile l'elaborazione e la successiva germinazione dell'eredità intellettuale greca, persiana e indiana. Dando concrete testimonianze di assimliazioni, rivitalizzazioni e arricchimento delle discipline scientifiche, la mostra mira a superare l'idea che i paesi arabi abbiano svolto una semplice intermediazione tra la Grecia e l'alba del Rinascimento, e vuol legittimare l'Islam come civiltà capace di stare all'altezza di quella greca e indiana.
Con questo scopo la mostra ripercorre le fasi dalla traduzione dell'eredità greca e indiana all'evoluzione, resa possibile dalla civiltà islamica, delle conoscenze scientifiche successivamente penetrate in Europa.
Passata la sala di presentazione geopolitica si sale al piano superiore dove iniziano i percorsi pedagogici ed estetici tracciati dagli organizzatori che consentono ai visitatori di avvicinarsi alle precisazioni e innovazioni di cui gli arabi sono stati autori.

L'avvicinamento avviene seguendo tre aree tematiche: la prima mette in scena le pratiche che permettono di osservare e misurare il cielo e la terra come l'astronomia, la matematica, la cartografia e la misurazione del tempo; la seconda, con al centro l'uomo, dà spazio alla medicina, la botanica, la zoologia, l'ottica e la chimica; la terza dà rappresentazione a soluzioni del rapporto scienza e arte spaziando dall'architettura alla musica e alle arti decorative.

Rilassamento o tensione

Alle illustrazioni, alle riproduzioni e ai pannelli è affidata la responsabilità di tracciare un percorso museale. Sia nei pannelli che nelle riproduzioni o negli oggetti reali, si nota un continuo riferimento al sapere scientifico, ma sembrerebbe avere, nei rispettivi dispositivi scritti e iconici, esiti differenti.
Mentre le parti scritte come i pannelli attivano una qualche forma di partecipazione, questa sembra smorzata dal rilassamento prodotto dall'apparato visivo che disimpegna l'osservatore.
Infatti sembra che nei modellini, negli oggetti posti sotto le vetrine affiancate da brevi legende, il soggetto scienziato arabo, autore dell'arricchimento delle conoscenze scientifiche, sia eliso, tagliato fuori.
Escludendo le brevi legende che accompagnano le immagini, non è presente alcun segnale che sveli le intenzioni o le motivazioni sociali e culturali, impedendo l'orientamento del visitatore che ha l'impressione di trovarsi di fronte a un universo distante e distinto.

Questo rapporto distanziante sembra scontrarsi con il registro comunicativo impiegato nei pannelli.
In questi dispositivi scritti si spiega il trattamento del tema e si presentano gli oggetti della sezione. In ciascuna sezione sembra che i curatori della mostra, attraverso l'uso ricorrente di forme interrogative, abbiano voluto coinvolgere i visitatori, metterli in tensione chiedendo loro un'integrazione del contenuto, magari attraverso il dialogo fra loro.

I visitatori, nei tre percorsi disseminati di pannelli, vetrine, date, riproduzioni, illustrazioni, schemi e modellini di oggetti reali, faticano a trovare punti di ancoraggio da cui partire per conversazioni e discorsi informali da cui dovrebbero emergere comprensione, interpretazioni e rielaborazioni dell'esperienza museale.

Ricordo e oblio della mostra

Forse la memorizzazione dell'esperienza riesce bene solo attraverso i pannelli in cui le informazioni sono messe in una trama che permetterebbe di ricontestualizzare i frammenti di scienza araba rappresentata dagli oggetti. Attraverso il testo dei pannelli posti a inizio d'ogni percorso e quindi non simultaneamente alle immagini e agli oggetti esposti, si nota il tentativo di fornire informazioni su quello che l'immagine non può dare.
In questo senso, il testo assume un ruolo di spiegazione teorica, assicurando un livello di concettualizzazione che le illustrazioni e i modellini non permettono.

Nella sezione scienza e arte, invece si rafforza il rapporto testo e immagini grazie alla presenza del sonoro che contestualizza ancora più fortemente le rappresentazioni degli oggetti e degli strumenti usati dagli scienziati arabi. Aumentando gli elementi di riconoscimento, si dà ai vistatori occasione di avviare meccanismi di integrazione per dare una logica, stabilire relazioni tra le unità visive, verbali e orali che compongono questa sezione.
Così mentre per le precedenti due sezioni, la disposizione degli oggetti sembra esaurirsi nella categorizzazione, in quella scienza e arte, gli elementi come le tecniche architettoniche, le sofisticazioni musicali e le abilità decorative si sovrappongono e s'intersecano fra loro.

Da questo punto di vista è credibile che l'ultima sezione sia percepita come autonoma, con un registro di comunicazione differente dalle precedenti che invece tra loro s'integrano in una relazione di dipendenza e conseguenza. Tra la coppia di sezioni integrate e la terza sezione sembra pesare l'assenza di una fase di transizione, mentre al termine del percorso, nonostante il questionario consegnato a tutti i visitatori, forse manca una sintesi che aiuterebbe le elaborazioni cognitive.

Per assicurare l'inclusione dei visitatori varrebbe la pena dar conto delle questioni controverse capaci di stimolare conversazioni e chiaccherate che riutilizzino le informazioni del percorso e diano senso all'esperienza museale.

PARIGI
L'Âge d'or des Sciences Arabes
Fino al 19 marzo 2006
Institut du Monde Arabe

1 rue des Fossés Saint-Bernard
Place Mohammed-V
Orario: martedì-venerdì: 10-18
sabato-domenica (festivi): 10-19
Biglietto: euro 9

Commenti/Risposte

© 2000-2012 La mela di Newton

Pirelli International Award
Global Junior Challenge
Childnet Academy
Vincitore di un premio internazionale Pirelli 2001 e giurato internazionale dall'edizione 2003 ...
Vincitore di un premio internazionale Global Junior Challenge 2002...
Vincitore di un premio internazionale Childnet Academy 2004...